Al banco ce lo chiedono sempre più spesso: “Funziona davvero per dimagrire? Si può avere senza ricetta?“. I farmaci GLP-1 sono passati in pochi anni dagli studi dei diabetologi ai video sui social, e con la popolarità è arrivata molta confusione. Qui proviamo a mettere ordine, partendo da una distinzione che fa tutta la differenza: non sono tutti uguali e non sono per tutti.

Cosa sono i farmaci GLP-1?

Il GLP-1 è un ormone che il nostro intestino produce dopo i pasti. Fa tre cose: stimola il pancreas a rilasciare insulina quando la glicemia sale, rallenta lo svuotamento dello stomaco e segnala al cervello che siamo sazi.

I farmaci di questa famiglia, come la semaglutide, imitano l’azione di questo ormone, ma con un effetto più intenso e prolungato. La tirzepatide agisce anche su un secondo ormone intestinale, il GIP. Si usano quasi sempre come iniezione settimanale con una penna preriempita; esiste anche la semaglutide in compresse, autorizzata per il diabete.

Per chi sono autorizzati?

Questa è la parte che sui social viene quasi sempre saltata.

Ozempic (semaglutide) è autorizzato solo per il diabete di tipo 2. Wegovy (semaglutide a dosaggi diversi) è autorizzato in Europa per la gestione del peso dal gennaio 2022. Mounjaro (tirzepatide) è autorizzato per il diabete di tipo 2 e, dalla fine del 2023, anche per la gestione del peso.

Per la gestione del peso negli adulti, Wegovy e Mounjaro possono essere prescritti solo a chi ha un indice di massa corporea (IMC) di almeno 30, oppure tra 27 e 30 in presenza di almeno un problema di salute legato al peso, come ipertensione, colesterolo alto, apnee notturne, malattie cardiovascolari o prediabete. E sempre insieme a una dieta con meno calorie e a più attività fisica, non al loro posto.

Tutti richiedono la ricetta medica. Per il peso il costo è a carico del paziente: il Servizio Sanitario Nazionale li rimborsa solo per il diabete.

Perché sono diventati un fenomeno?

La riduzione dell’appetito è l’effetto che ha fatto il giro del mondo. Celebrità, video e passaparola hanno trasformato un farmaco per una malattia in un oggetto del desiderio per chi vuole perdere qualche chilo.

Le conseguenze si sono viste anche in Italia. Nel 2023 Ozempic è diventato difficile da trovare: l’AIFA ha segnalato la carenza legata all’aumento della domanda e ha ricordato che l’uso per la gestione del peso è off-label e sottrae il farmaco ai pazienti con diabete che ne hanno bisogno.

I rischi del fai-da-te?

Effetti collaterali. Nausea, vomito, diarrea e stitichezza sono molto frequenti, soprattutto all’inizio. Tra quelli meno comuni ci sono i calcoli alla colecisti e, più raramente, la pancreatite. Per questo serve un medico che valuti prima e controlli dopo.

Il peso che ritorna. Questi farmaci riducono la fame, non cambiano le abitudini. Negli studi valutati dall’Agenzia europea dei medicinali, chi ha smesso la terapia ha ripreso parte del peso perso, mentre chi l’ha continuata ha mantenuto il risultato.

I prodotti falsi. In Italia i farmaci con obbligo di ricetta non possono essere venduti online, né da siti italiani né esteri. Penne acquistate su internet o sui social possono contenere tutt’altro rispetto a quanto dichiarato, senza alcun controllo.

Glicemia: quando preoccuparsi?

Dopo un pasto la glicemia sale ed è normale: in una persona sana torna nei valori abituali da sola. Non serve misurarla di continuo se non c’è un motivo.

Ci sono però segnali che meritano una visita dal medico:

  • sete intensa e bisogno frequente di urinare;

  • stanchezza persistente senza una causa chiara;

  • perdita di peso non spiegata;

  • ferite che guariscono lentamente.

Se compaiono, o se in famiglia ci sono casi di diabete, il medico può prescrivere esami semplici come la glicemia a digiuno e l’emoglobina glicata.

Nella vita di tutti i giorni le abitudini contano più di qualsiasi prodotto: verdure, legumi e cereali integrali, meno bevande zuccherate, movimento regolare (anche una passeggiata dopo i pasti) e un sonno sufficiente.

E gli integratori?

Nessun integratore è un’alternativa a un farmaco. Alcune sostanze possono essere un supporto, accanto ad alimentazione e attività fisica. Il cromo contribuisce al mantenimento di livelli normali di glucosio nel sangue, anche se una sua carenza nella popolazione non è considerata frequente. Su altre sostanze molto cercate, come berberina, inositolo o fibre, esistono studi con risultati anche rilevanti ma spesso diversi tra loro.

“Naturale” non vuol dire senza effetti: alcuni integratori possono interferire con i farmaci che si prendono già. Prima di iniziarne uno, è bene parlarne con il farmacista o con il medico.

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